LA NORMA ISO UNI EN 3814

La certificazione riguarda i “Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici” e si applica alle operazioni di saldatura sia in officina che in cantiere.

La UNI EN ISO 3834 ha acquisito in Italia una valenza di primo piano dopo che il DM 14 gennaio 2008 prima, e la EN 1090 dopo l’hanno resa obbligatoria. Esistono tre livelli di certificazione: elementare (parte 4 della norma), normale (parte 3 della norma), esteso (parte 2 della norma).
In tutti e tre i casi, la UNI EN ISO 3834 serve a certificare le aziende che svolgono operazioni di saldatura.
Un quadro riepilogativo dei contenuti delle tre parti si trova nella ISO 3834-1 – Appendice A.
In tale appendice si vede che la certificazione di parte 2 richiede più attività di quella di parte 3 e ovviamente di quella di parte 4.
Per esempio, nella parte 2 è richiesta la pianificazione e registrazione della produzione, nella parte 3 queste attività sono solo raccomandate, nella parte 4 per queste attività non ci sono richieste particolari.

La precisazione è d’obbligo in quanto i passaggi seguenti sono quelli tipici di una certificazione ISO 9001 sulla quale si fondano tutte le attività dell’azienda e non solo quelle di saldatura.
Quindi per certificarsi UNI EN ISO 3834 si deve tenere “sotto controllo” solo il processo di saldatura, mentre per certificarsi ISO 9001 serve monitorare tutti i processi aziendali.

Venendo dunque alla ISO 3834-2, per prima cosa è richiesto il “Riesame dei requisiti” e il “Riesame tecnico”.
In pratica l’azienda deve verificare se tutti i dati provenienti dal Committente/progetto sono completi e corretti, al fine di poter partire con i lavori. In caso contrario deve richiedere al Committente i dati conformi, ma non solo. Con il riesame l’azienda verifica di possedere le capacità e le competenze per poter sviluppare i lavori; in caso contrario si deve attivare per sopperire alle lacune.

Il rapporto con eventuali subappaltatori deve prevedere il trasferimento a questi di tutti i requisiti necessari per la corretta esecuzione delle saldature. In pratica si deve consegnare l’intero progetto al subappaltatore, nonché tutti gli eventuali chiarimenti ottenuti dal proprio Committente principale.
I saldatori e gli operatori di saldatura devono essere qualificati secondo la ISO 9606-1 o ISO 14732 e deve esserci un coordinatore delle saldature. Il coordinatore è una figura “esperta” di saldatura che deve appunto “coordinare” le attività di officina. Il coordinatore deve essere qualificato secondo la ISO 14731.

I procedimenti di saldatura (WPS) devono essere qualificati secondo la ISO 15607, ISO 15610, ISO 15611, ISO 15612, ISO 15613, ISO 15614-1.
Deve esserci personale addetto alle prove non distruttive adeguatamente qualificato secondo la ISO 9712.
Deve essere gestito in maniera controllata tutto il parco macchine e attrezzature, con un piano di manutenzione aggiornato periodicamente.
La produzione deve essere pianificata; I materiali di apporto per le saldature devono essere gestiti adeguatamente (controllo al ricevimento, eventuali prove, stoccaggio).
I materiali base devono essere gestiti in maniera che la loro identificazione sia mantenuta anche in fase di stoccaggio.
Devono essere previste prove prima, durante e dopo le operazioni di saldatura.
Devono essere gestite non conformità (NC) ed azioni correttive (AC). Una NC è il riscontro di un mancato rispetto di un requisito (es. progettuale). Una AC è un’azione che l’azienda eventualmente intraprende per rimuovere le cause delle NC.
Deve essere mantenuta l’identificazione e la rintracciabilità del processo di saldatura quando richiesto (dal contratto o dalla legge). In pratica si deve tracciare quali saldature sono state fatte, dove sono state fatte (sui pezzi finiti), quali materiali sono stati usati e quali controlli sono stati eseguiti.
Tutte queste attività si portano dietro un bel po’ di documenti, il cui aggiornamento costituisce il “mantenimento della certificazione” nel tempo.

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